Edizione 2007 – Poesia Edita

Edizione 2006 – Narrativa per ragazzi
26/11/2010
Edizione 2007 – Poesia Inedita
27/11/2010

Edizione 2007 – Poesia Edita


Primo classificato

Silvia Zoico – Testa e croce (Valentina Editore, 2006)

La scelta del titolo Testa e croce di Silvia Zoico consente di comprendere sin dal principio la misura dell’operazione poetica dell’autrice. La congiuntiva e viene posta in sostituzione della ben più prevedibile disgiuntiva o, normalmente presente nel gioco della monetina; in realtà tale scelta non ha come finalità l’eliminazione di una delle alternative possibili e quindi una semplificazione esistenziale, sia essa sulla carta o sulla vita. La disgiunzione infatti è ancora presente, anche se ad un livello differente: non più un aut aut tra la vittoria e la sconfitta, ma tra la consapevolezza e l’inconsapevolezza. Elementi, la testa e la croce, entrambi necessari per la composizione dei testi presenti nel volume, perfettamente rispettosi delle regole formali – siano essi sonetti o terze rime, dotati di schemi prosodici rigorosi e progressioni ineccepibili delle rime -, ma non solo, delle regole etiche che qualsiasi presa di posizione, in versi e non in versi, comporta. Il concetto di artefare, così sfortunatamente frainteso a causa della deriva presa nella corrente lingua italica, trascina con sé un senso di innaturalezza e di falsità, vissuto quasi con fastidio; ma è proprio questa consapevolezza il motore dell’intero libro, che grazie al gioco dell’arte come bella menzogna, non intende dire nient’altro che la verità.

Luca Rizzatello

  

 

Secondo classificato

Renzo Favaron – Al limite del paese fertile (Book Editore, 2007)

Sono varie le strategie per inserire delle citazioni in un’opera. La più diffusa sembra essere quella del copia e incolla fine a sé stesso, ambizioso passe-partout alla portata di qualsivoglia autore; ben più raro è l’uso consapevole del frammento, implicante e una conoscenza non limitata alla propria interiorità e una disposizione alla dialettica, alla possibilità di una produttività imprevista e tuttavia controllabile. Quest’ultimo sembra essere il caso del volume Al limite del paese fertile, di Renzo Favaron, ricco di riferimenti – nei titoli dei testi, negli incipit e all’interno del tessuto testuale, esplicitati in corsivo e non – non appartenenti al catalogo delle sentenze buone per tutte le stagioni; e proprio in questa ricerca sta lo scarto qualitativo, che se di primo acchito potrebbe dare un senso di élitaria ostichezza, in un momento immediatamente seguente, testo dopo testo, libera una gamma complessa di suggestioni. Il punto di partenza infatti è sempre la realtà vissuta, e appare evidente come tanto il poeta tedesco Gottfried Benn quanto la forma del madrigale in lingua francese – tanto per fare due esempi – abbiano subìto un processo di decantazione nella coscienza dell’autore prima di essere riportati sulla pagina. Un libro dotto, che fa della misura l’elemento strutturante in grado di garantire coerenza e senso all’insieme dei suoi tasselli.

Luca Rizzatello

 

 

Terzo classificato

Claudio Pagelli – Le visioni del trifoglio (Manni Editore, 2007)

Le visioni del trifoglio, di Claudio Pagelli, è un libro strutturato nel segno del numero tre, con tutte le conseguenze che questa scelta può produrre. Infatti tre sono le sezioni che lo costituiscono, secondo un’escalation dei temi trattati e dei referenti; ma sia nel caso della rappresentazione delle pulsioni corporali, sia in quello dell’interlocuzione con il trascendente, è il sangue a fare da leitmotiv. E la realtà – da intendersi come realtà prima – viene espressa attraverso un instancabile lavoro di osservazione degli emblemi di matrice naturalistica che scaturiscono dai testi. O meglio: è proprio nel tentativo di rappresentazione, nello scarto tra rappresentato e rappresentabile, che si colloca questa ricerca, a tratti sofferta ma sempre pronta a riprendere il filo del discorso, reiterando sé stessa a oltranza in nome di un’idea di definitività. Una poesia che oscilla tra la volontà di cronaca in presa diretta del succedersi magmatico degli eventi e il desiderio di cristallizzarli in una forma che consenta finalmente di comprenderli; nessuno dei due poli però sembra prevalere sull’altro, in un’equilibrata tregua necessaria per lo sviluppo del pensiero.

Luca Rizzatello